LA STORIA DI CAROLINA, CHE HA SCELTO DI VIVERE

Primo giorno di tirocinio, suono alla porta, mi fanno entrare, appoggio le mie cose e mi consegnano badge e chiavi.

“Queste sono per aprire le porte” mi dicono “la cucina, la sala infermiere e i ripostigli devono rimanere chiusi, con il badge puoi entrare ed uscire”

Del primo giorno, dopo quelle poche frasi, non mi ricordo molto: è tutto un turbinio di voci, facce, mani che si stringono, consigli, raccomandazioni e immagini che si susseguono vorticose nella mia testa.

Le 15 arrivano in fretta, la giornata sta volgendo a termine, ma, ad un tratto,  il campanello suona di nuovo: entra una ragazza. E’ alta, con le gambe da grillo direbbe mia nonna, porta i capelli sciolti che le cadono lungo la fronte, l’espressione è vuota, fissa un punto del pavimento mentre tormenta le mani che nasconde in un felpone avvolgente, i leggins le vanno larghi “eppure saranno una 36” mi ripeto nella testa. 

La facciamo accomodare in uno stanzino che, capirò meglio più avanti, usiamo per fare le anamnesi e la mia tutor le chiede di parlare, di raccontare la sua storia, almeno quella parte che ancora non sanno perchè Carolina è già stata in quella struttura, ha passato l’inverno precedente ricoverata nel centro disturbi alimentari, esattamente là dove si trova di nuovo ora, sembrava essersi ripresa, ma durante l’estate qualcosa deve essere andato storto perchè è di nuovo dentro, a chiedere aiuto.

Carolina soffre di anoressia, per chi non lo sapesse si tratta di un disturbo del comportamento alimentare, ha un BMI di 15 e per rientrare nella categoria dei normopeso deve almeno raggiungere la soglia che è 18,5. Carolina non sta bene, piange spesso, ci odia perchè vogliamo farle prendere peso. Chi è affetto da questa patologia presenta come sintomatologia caratteristica, quella che in medichese viene chiamata dispercezione corporea: in parole povere significa che Carolina ogni volta che si guarderà allo specchio vedrà un’immagine che non corrisponde a realtà.

Carolina trascorre dentro al reparto molti mesi, ci sono momenti bui, giornate che sembrano non trascorrere, momenti difficili che sembrano perpetuarsi per settimane intere. Piange molto, parla poco, con me non interagisce quasi mai, accetta la sua condizione, ma non reagisce e non migliora.

Poi un giorno capita che durante lo spuntino di metà mattina interviene in una discussione, scopriamo per quale squadra tifa: quel giorno Carolina ha finalmente fatto la sua scelta, vuole vivere e per vivere sa che deve guarire. la strada è stata lunga, dopo molti mesi da quel primo giorno la vedo uscire dal reparto, la porta si chiude dietro di lei e io mi auguro di non vederla più entrare da lì.

Oggi Carolina è normopeso, è tornata a scuola, conduce una vita normale, i demoni che l’hanno condotta sino a noi sono sotto controllo e lei SCEGLIE DI VIVERE OGNI GIORNO.

Oggi è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. Potevo fare uno spiegone sull’anoressia, parlarvi della sintomatologia delle concause e delle conseguenze che questa malattia porta, ho preferito farvi conoscere la mia storia e la storia di Carolina, che è guarita, forse almeno un pochino anche grazie a me.

Il mio augurio oggi va a tutte le Caroline del mondo, e il mio mio augurio per voi può essere uno solo: SCEGLIETE LA VITA


A cura della Dott.ssa Sarah Grossoni – Nutrizionista

Alcune precisazioni: questo articolo non ha bibliografia perchè è tratto da una mia personale esperienza, per tutelare la privacy, il nome della protagonista, Carolina, è di fantasia.


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