Allergia o intolleranza? Che differenza c’è?

ALLERGIA è una parola molto utilizzata, spesso senza cognizione di causa. Essere allergici vuol dire sensibilizzarsi ad un allergene e reagire in maniera eccessiva al suo contatto. Normalmente il nostro sistema immunitario impara a riconoscere tutte le molecole contenute negli alimenti come innocue e sviluppa nei loro confronti la tolleranza. In alcuni soggetti a causa di una reazione anomala tra il sistema immunitario e alcune sostanze alimentari la tolleranza si interrompe: questo porta allo sviluppo di un’allergia alimentare.

In caso di allergia quello che accade è che la reazione negativa si manifesta immediatamente al contatto con la molecola cosa che può determinare vomito, diarrea, lesioni della mucosa gastro-intestinale, difficoltà respiratorie, orticaria; talvolta la reazione può essere tanto violenta da risultare fatale per l’individuo (anafilassi).

Eliminare l’alimento dalla propria dieta è condizione sine quan non per stare bene.

Le 8 principali classi di alimenti allergenici sono: pesce, latte, uova, sesamo e altri semi, frumento e cereali e frutta secca. Tutti questi alimenti devono, per legge, essere riportati sull’etichetta alimentare qualora siano contenuti nell’alimento che andiamo a consumare.

Che differenza c’è tra allergia e intolleranza?

Si parla di INTOLLERANZE per indicare un vasto gruppo di disturbi che insorgono inseguito al consumo dell’alimento che non comportano l’intervento del sistema immunitario. Inoltre a differenza delle allergie, che sono dose non dipendenti (è sufficiente una piccolissima quantità dell’allergene per scatenare le conseguenze avverse), le intolleranze sono dose dipendenti il che signica che l’alimento deve essere consumato ripetutamente per avere qualche reazione da parte del nostro corpo.

Che cosa fare se si sopetta un’intolleranza?

Il consiglio è sicuramente quello di rivolgersi ad un professionista, in modo tale da valutare se effettivamente il problema esista o meno. Non procedere attraverso l’eliminazione dell’alimento dalla dieta, dal momento che non sarà la soluzione proposta nemmeno nel momento in cui la tolleranza risultarà essere conclamata.

La scelta più giusta per stare bene in questi casi è quella di ridurre il consumo del cibo o della categoria di alimenti alla quale si è intolleranti e, dove possibile, scegliere prodotti che hanno un basso contenuto della molecola che causa i disturbi correlati al suo consumo: ad esempio se risultate intolleranti al lattosio sarà sufficiente ridurre il consumo di latte e derivate, preferire i prodotti a basso contenuto in lattosio e sostituirli quando possibile con prodotti analoghi otenuti da latti vegetali.


A cura della Dott.ssa Sarah Grossoni

Bibliografia di riferimento:

http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_127_allegato.pdf

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