Le stagioni dell’amicizia

L’amicizia ci sembra un concetto semplice, tanto semplice da rischiare a volte di darlo per scontato. Nella vita di ogni individuo però non esiste legame più autentico e incondizionato dell’amicizia. Ma come si arriva ad un livello così alto di vicinanza emotiva?

Selman ha definito gli stadi di sviluppo del concetto di amicizia:

  • Stadio del gioco fisico momentaneo: tra i 3 e i 6 anni, quando in bambino si trova ancora in una fase di egocentrismo, l’amicizia è concepita esclusivamente come vicinanza fisica e condivisione occasionale;
  • Stadio dell’assistenza a senso unico: tra i 6 e i 9 anni il concetto di amicizia si lega alla possibilità di ricevere aiuto dall’altro, di cui si iniziano a comprendere aspettative e desideri;
  • Stadio della “cooperazione se tutto va bene”: tra i 9 ai 12 anni inizia ad esserci reciprocità all’interno del rapporto; esso è però ancora fragile in quanto una divergenza di opinioni rischia di far cessare il legame di amicizia;
  • Stadio della condivisione intima e reciproca: tra i 12 e i 15 anni si sviluppa finalmente una buona consapevolezza rispetto ai valori reciproci, l’intimità e la fiducia sui quali si basa il rapporto;
  • Stadio dell’amicizia autonoma indipendente: caratterizza l’età adulta e implica il raggiungimento di un legame fondato sul sostegno psicologico reciproco; la relazione si inserisce ora in un contesto sociale più ampio, per questo motivo si conserva l’autonomia personale dei membri dei gruppo.

L’amicizia dunque si divide in fasi. Ma questo avviene solo durante l’infanzia?

In realtà accade a tutti di notare una serie di cambiamenti all’interno della storia del proprio gruppo o di una coppia di amici. Vorremmo che i legami fossero sempre saldi ed autentici, proprio come quando nacquero anni fa. Impossibile però negare che l’amicizia, come ogni aspetto della nostra vita, invecchia, si modifica, a volte sembra affievolirsi per poi rinascere, mostrandoci aspetti nuovi ed inaspettati.

L’amicizia, come la vita, ha le sue stagioni.

Soprattutto nel caso di amicizie nate negli anni della scuola, il passaggio all’età adulta può essere una minaccia: i nuovi impegni lavorativi, la creazione di nuclei familiari, l’arrivo dei figli, implicano la modificazione dei ritmi e delle abitudini del gruppo. A volte inoltre portano ad una minore condivisione dei propri stati interiori e delle proprie emozioni, al contrario del periodo adolescenziale in cui l’amicizia svolge soprattutto una funzione di supporto psichico nell’affrontare le sfide di sviluppo.

In questi momenti di sconforto pensate che questo periodo è semplicemente uno dei tanti inverni della vostra amicizia e che presto arriverà un’altra primavera. Nulla nella vita può essere immutabile e stabile, la bellezza sta proprio nella ciclicità dei rapporti: comprendere ciò può aiutarci a cogliere la ricchezza di ogni stagione.

A cura di:

Dott.ssa Martina Varalli

Riferimenti bibliografici:

  • Camaioni L., Di Blasio P., (2007). Psicologia dello sviluppo.
  • Selman R., Selman S., (1981). Le idee dei bambini sull’amicizia: una nuova teoria in “Psicologia contemporanea”.

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